LE INSEGNE DA BARBIERE AFRICANE
Le
insegne africane da barbiere sono tipiche dell’Africa Occidentale.
Si distinguono fra le altre quelle prodotte in Senegal, Ghana,
Costa d’Avorio, Burkina Faso, Benin, Togo e Nigeria.
Tipici delle aree urbane,
queste insegne colorate servono per attirare l’attenzione dei
possibili clienti dei barbieri locali. Appesi ad un albero oppure
al muro questi colorati, a volte buffi ma sempre interessanti,
piccoli dipinti sono quasi sempre più attraenti del “salone” che
rappresentano, spesso una sedia in una stanza disadorna quando non
proprio uno sgabello all’aperto.

Di solito costruite da
artigiani specializzati in insegne, sia su pannelli di legno
(spesso compensato) che su lamiera, a volte possono essere
costruite anche dal barbiere stesso un po’ a corto di denaro. In
omaggio alla vitalità e alle tinte forti del continente Nero,
queste insegne sono spesso molto vivaci e presentano accostamenti
di colori accesi: rosso su fondo verde, scritte in giallo e via
dicendo. Si possono trovare anche insegne a cavalletto, utilizzate
principalmente da barbieri itineranti, ma i pezzi più interessanti
sono spesso quelli che vengono appesi sopra la porta
dell’esercizio oppure ad un palo nei pressi, che possono
svilupparsi sia in orizzontale che in verticale.
A volte le insegne si limitano
a rappresentare un singolo personaggio, spesso affiancato da un
paio di forbici o un pettine: il messaggio è già sufficientemente
chiaro così. Altri invece, per far fronte ad una concorrenza più
agguerrita, fanno dipingere sull’insegna i vari tipi di tagli alla
moda che sono in grado di eseguire e anche alcuni dei più
“moderni” attrezzi del mestiere come i rasoi elettrici per i tagli
a zero. Si hanno quindi spesso diverse teste, spesso inquadrate di
profilo, con le raffigurazioni dei tagli più trendy, talvolta
accompagnati da altisonanti nomi come “Boeing 707”, “Diplomat” o “Tyson”.

In alcuni casi il disegno è
piuttosto verista, con volti a trequarti degni di un manifesto
cinematografico, ma nella maggior dei casi la raffigurazione è
decisamente naif, anche a causa del fatto che spesso chi effettua
l’opera è magari è più un falegname che un pittore. Ciò, peraltro,
non fa che aumentare il fascino di tali insegne.
Alcune di queste insegne
presentano chiare influenze occidentali. In certe parti d’Africa
l’America, quella dei film d’azione e dei videoclip dei cantanti
afroamericani, è un ancora un mito e i richiami a tagli
“all’americana” sono ancora efficaci: non è raro infatti trovare
insegne nei quali i personaggi, immancabilmente giovani e alla
moda, si staglino su uno sfondo a stelle e strisce.
Nonostante l’influenza
occidentale, il taglio di capelli e le acconciature in genere
hanno una lunghissima tradizione nel continente Nero. Molte
culture africane guardano alla testa come al centro spirituale e,
nondimeno, la capigliatura è un importante simbolo di distinzione
sociale. Ad esempio, presso le donne Akan (Ghana), lo stile della
capigliatura è legato all’età. Lo stile a cresta agogo
utilizzato dagli Yoruba (Nigeria) nelle statuine ibedji era
lo stile tradizionale delle capigliatura delle donne sposate.
Più di recente la popolarità
di nomi e stili di acconciature sono determinati dal loro
significato. Per esempio, presso i Ghaniani l’ammirazione per la
cultura Americana ha portato a stili detti “Playboy” e “Ford” per
trasmettere l’idea di attirare le attenzioni femminili e di
ricchezza (tale da potersi acquistare una Ford …). Anche le
acconciature senegalesi dimostrano l’influenza dei valori
occidentali. Lo stile “Diplomat” riconduce allo stile di vita di
un funzionario governativo. L’importanza della capigliatura come
mezzo per esprimere uno stato sociale non è cambiato in Africa:
piuttosto sono cambiati gli stili assieme al modificarsi degli
status symbols nel tempo.

Una variante di queste insegne
sono costituite dalle insegne, spesso montate come cavalletti,
delle donne che praticano le treccine, un’usanza molto diffusa in
tutto il continente africano. Si trovano anche insegne da
farmacista, da manicure e pedicure, da ciabattino ,ma anche
cartelli educativi su malattie, sull’igiene e quant’altro.
Ultimamente cominciano a trovarsi anche delle grucce, che
riproducono un busto femminile, utilizzate dai locali negozi di
abbigliamento per mettere in vetrina gli ultimi arrivi.
Lo stile naif di queste
produzioni ha palesemente fatto presa anche sul pubblico non
africano e anche nelle più importanti fiere d’arte, come la
recente ArteFiera 2006 di Bologna, vi sono opere di artisti che,
pur trattando soggetti più significativi e con una grafica più
complessa, si ispirano manifestamente a queste opere minori che
sono le insegne da barbiere.
Roberto Cornacchia
www.orientami.it